Terremoto in Abruzzo tra sciacalli e Sandro Ruotolo: Protezione civile e giornalisti nel mirino – Blogosfere Politica e Società

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179 morti, 39 dispersi. I numeri, ormai definitivi, sono già epitaffi sulla lapide di questo terremoto. Al dramma segue l’ansia: partiamo come volontari? Doniamo il sangue? Calma e sangue freddo: Francesco Costa spiega punto per punto nel suo controappello cosa sia opportuno fare. La politica intanto si compatta, Pd e Pdl sono uniti in nome di un’emergenza nazionale. La copertura mediatica è totale da Radio 24 fino a Sky passando per gli speciali su Porta a Porta e Matrix (che questa volta rinuncia al Grande Fratello).

Berlusconi e Maroni lavorano gomito a gomito insieme a Bertolaso. Gli sfollati ricevono coperte, pane, latte e frutta. Nella notte le ronde antisciacallaggio della Guardia di Finanza hanno evitato il recupero in extremis di effetti personali o tentativi di furto tra cumuli di pietre, calcinacci e polvere. Allo sciacallaggio ci hanno pensato Eleonora Daniele e Michele Cocuzza con alcune frasi ad effetto, come scrive Italiachiamaitalia.

Ma rimangono alcune domande.

Premessa: io non sono in Abruzzo, ma a Milano. Leggo i giornali e confronto le opinioni. Pare che la solidarietà e l’efficienza stiano avendo la meglio. Leggo su Dagospia una summa delle penne tricolori: Guido Gentili in prima sul Sole: “Nel disastro la risposta del Paese migliore”. Attacco in confindustrialese stretto: “Il sistema Italia ha tenuto”. Fa la sua parte anche Lucia Annunziata in prima sulla Stampa: “Stavolta lo Stato c’è”. Sulla solidarietà nessun dubbio, ma sull’efficienza della macchina della protezione civile si alzano voci discordi. Già arrivano su SkyTg24 le prime polemiche dei volontari sulla mancanza di coordinamento. Logica e legittima, difficile coordinare il lavoro di tante persone. Poi leggo Sandro Ruotolo su Facebook, inviato in Abruzzo per Annozero. Scrive negli status da questa notte:

1.29 E’ peggio, molto peggio di come pensavo. I tondini lisci non hanno tenuto. I palazzi si sono sbriciolati. C’è caos nei soccorsi e l’evacuazione dell’unico ospedale la dice lunga su come si fa prevenzione antisismica

9.19 Questo terremoto segna il fallimento della protezione civile. Le tende giacciono smontate perché non sanno dove metterle. Non ci sono più prefettura e comune. Neanche l’ospedale ovvero le linee di comando di un’emergenza.Non e’ vero che la macchina dei soccorsi funziona…

Chi assiste, chi legge si spacca davanti alle differenze di vedute. E fioccano i commenti (sempre da Facebook):

Antonio Imperi: Lascia che i giornalisti facciano il proprio dovere di cane da guardia e soprattutto invito tutti i naviganti a segnalare situazioni anomale ora ed anche in futuro. La solidarietà ed il sostegno servirà anche dopo.

Gavino Vinicio Tedde: nessuno ci racconta la verità: tutti a dire quanto sono bravi e veloci ad intervenire, ma nessuno ci ricorda che il numero elevatissimo di morti denuncia assenza di prevenzione scempio urbanistico e malaffare edilizio [...] se è vero che non si può prevedere ricordiamoci che bisognava prevenire, dall’ultimo al primo di tecnici e cittadini.

Giorgia Cantalini: Nessuno diceva delle scosse a L’Aquila, mia sorella mi telefonava terrorizzata e neanche un accenno. Quali giornali o TV? Solo alla scossa delle 23.00, subito prima di un’altra seria e poi di quella mortale, finalmente i TG ne hanno fatto menzione.

Non fare polemiche? Berlusconi invece che pensare già a costruire L’Aquila Due, [dovrebbe pensare a] tutelare, valorizzare, restaurare. A dare rispetto a ciò che c’è invece che trasformarlo a suo arbitrio.

Le riflessioni non finiscono. Più tardi pubblicheremo alcuni screenshot dal sito del Comune dell’Aquila (ora inaccessibile). Il terremoto non è stato una cattiva sorpresa, purtroppo.

Posted via web from skegge

2 Responses

  1. [...] l’efficienza della protezione civile, soprattutto nei primi momenti di crisi. Girano testimonianze inquietanti in rete e ovviamente ci sono proporzionali reazioni contrarie sui giornali e sulle reti tv (proprio [...]

  2. [...] è dichiarare l’emergenza a terremoto avvenuto, mandare rapidamente i primi soccorsi (come tutti naturalmente sanno che è successo in Abruzzo), tranquillizzare gli sfollati invitandoli ad andare [...]

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